SMS

La newsletter arriva in casella, e la casella si guarda quando si ha tempo. L'SMS arriva sul telefono e si legge quasi sempre entro pochi minuti. È lo stesso annuncio — da oggi si prenota su WhatsApp — detto nel modo più diretto che esista.

Lo trovi in Marketing → SMS. Se preferisci farti accompagnare, in cima alla pagina c'è Tutorial guidato: ti porta in giro per le tre schede spiegando ogni passaggio, e puoi uscirne quando vuoi.

C'è però una differenza che conviene avere chiara prima di cominciare: ogni SMS si paga. Non è come l'email, dove mandarne mille o duemila cambia poco. Qui ogni numero della rubrica è una piccola spesa, e per questo tutta la sezione è costruita intorno a un'idea sola: mandare un messaggio corto, una volta sola, alle persone giuste.

Quanto costa

7 centesimi a SMS, IVA inclusa. È il prezzo che l'operatore telefonico chiede per recapitare un messaggio a un numero italiano: noi non ci aggiungiamo niente. In cima alla pagina trovi il collegamento al listino pubblico dell'operatore, così il numero puoi verificarlo da solo invece di doverti fidare.

Si paga prima di mandare, mai dopo e mai a sorpresa. Quando confermi l'invio ti mostriamo il conto esatto — quanti messaggi, a che prezzo, quanto fa in tutto — e da lì si passa da PayPal. Finché il pagamento non ci risulta arrivato non parte niente.

E anche dopo non parte da solo: il pagamento mette i messaggi nel tuo credito e lascia l'invio pronto e fermo, con un pulsante Avvia l'invio che premi tu quando vuoi. Pagare e spedire restano due gesti separati, perché sono due decisioni diverse — e perché nessun messaggio deve poter partire per mano di un incasso.

Poi c'è la cosa che di solito non si dice: quello che paghi e non parte resta tuo. Un numero che non esiste più, un invio che interrompi a metà, un messaggio che l'operatore rifiuta — quei messaggi non li abbiamo spesi, e restano come credito. Il preventivo successivo li scala, e paghi solo la differenza. Il credito lo vedi sempre scritto nella pagina, insieme all'elenco dei tuoi acquisti e alle fatture.

Come si carica la lista

Va bene qualunque formato ti ritrovi in mano: un file Excel esportato dal gestionale, un CSV, un elenco in un file di testo, o un blocco di numeri copiato e incollato. Non serve sistemare le colonne: i cellulari li troviamo noi dentro il file, ovunque siano finiti, e capiamo quale colonna è quella giusta guardando cosa c'è scritto dentro — non come si chiama l'intestazione.

I numeri fissi non vengono importati. Un SMS a un numero fisso non arriva a nessuno e si paga lo stesso, quindi li lasciamo fuori e te li mostriamo nell'elenco degli scartati: se ne vedi troppi, probabilmente il file aveva la colonna sbagliata, ed è meglio accorgersene prima.

Prima di scrivere niente in rubrica ti mostriamo il conto: quanti cellulari abbiamo trovato, quanti erano già presenti, cosa abbiamo scartato e come abbiamo letto i primi numeri, nome compreso. Poi ti chiediamo di dichiarare una cosa sola, ed è importante: che quelle persone siano tuoi clienti e che tu abbia raccolto il loro consenso a ricevere comunicazioni. La lista è tua e la responsabilità di come l'hai raccolta resta tua — noi registriamo la dichiarazione con la data, perché se un giorno qualcuno contesta l'invio serve sapere chi l'ha autorizzato.

Il messaggio

Arriva già scritto: annuncia che da oggi si prenota su WhatsApp e riporta il tuo numero, firmato con il nome della tua attività. Puoi riscriverlo con le tue parole, e mentre scrivi vedi due cose che contano più di quanto sembri.

La prima è il contatore. Un SMS sta in 160 caratteri; oltre, si spezza in due messaggi e costa il doppio. Il contatore ti dice quanti caratteri hai usato, quanti ne restano e in quanti messaggi finirà. La seconda è l'avviso sui caratteri strani: una faccina, un apostrofo curvo copiato da Word, un trattino lungo. Basta uno di questi perché il limite scenda da 160 a 70 caratteri e lo stesso messaggio costi il triplo, senza che si veda niente di diverso sullo schermo. Quando succede te lo diciamo e ti mostriamo esattamente quali caratteri togliere.

Puoi scrivere {numero} e {struttura}: al loro posto finiscono il tuo numero WhatsApp e il nome della tua attività. Il messaggio si congela al momento dell'invio, quindi quello che è partito resta com'era anche se domani cambi qualcosa.

Prima di mandarlo a tutti, mandalo a un numero tuo con Mandalo a un numero: è un SMS vero e scala un messaggio dal credito come tutti gli altri, ma è l'unico modo di vedere come arriva davvero sul telefono — mittente compreso. Se il credito è a zero puoi ricaricarlo dalla stessa pagina anche senza avere una lista pronta.

Il mittente

Sul telefono, al posto del numero, i tuoi clienti leggono un nome. È il nome della tua attività, con due limiti che non dipendono da noi ma dalla rete: al massimo 11 caratteri, solo lettere e cifre, niente spazi né accenti. "Studio Dentistico Bianchi" diventa qualcosa come "StudioDent". Nell'anteprima vedi esattamente cosa leggeranno.

Se del nome non resta abbastanza — o l'operatore lo rifiuta — il messaggio parte da un mittente nostro. Non cambia niente per chi legge: il nome della tua attività è comunque scritto nel testo.

L'invio e quello che si vede dopo

Quando confermi, l'invio viene congelato: da quel momento i destinatari sono quelli, e restano quelli. Se domani carichi altri numeri non entrano in questo invio — ne farai un altro, con il suo preventivo. È la ragione per cui puoi pagare tranquillo: quello che paghi è esattamente la lista che hai visto.

Pagato, l'invio ti aspetta: lo trovi come Pagato, da avviare, e parte quando premi Avvia l'invio. Se cambi idea prima di pagare, Annulla: i numeri tornano liberi e il preventivo lo rifai quando vuoi. Un preventivo lasciato lì senza pagare si annulla da solo dopo una settimana, per lo stesso motivo.

Gli SMS non partono tutti insieme, ma un po' alla volta, con un tetto giornaliero. Nell'elenco degli invii vedi quanti sono partiti e quanti sono arrivati: sono due cose diverse. "Partito" vuol dire che l'abbiamo consegnato alla rete; "arrivato" che il telefono l'ha ricevuto davvero, e ce lo dice l'operatore poco dopo. Quando un numero non esiste più o è irraggiungibile lo vedi scritto accanto al contatto, che esce automaticamente dalla lista: continuare a scrivergli sarebbe solo spesa.

Una cosa che l'SMS non può dirti: se il messaggio è stato letto. Non esiste nessuna ricevuta di lettura per gli SMS — chi te la promette sta misurando i clic su un link, non la lettura. Quello che sappiamo è fino a "arrivato sul telefono", ed è già molto più di quanto sappia chi lo manda dal proprio cellulare.

Chi non lo riceve

Chi ha già ricevuto il messaggio non lo riceve una seconda volta. Puoi ricaricare la lista ogni volta che vuoi per aggiungere i clienti nuovi: partirà solo verso di loro. È il motivo per cui caricare due volte lo stesso file non ti costa niente.

Nel messaggio non c'è un link per disiscriversi: nei 160 caratteri ci sta il tuo numero e poco altro, e ogni carattere in più è denaro. Quindi chi non vuole più ricevere niente te lo dirà a voce, in chat o al telefono: quando succede, apri la rubrica e usa Non scrivergli più sulla sua riga. Resta scritto per sempre, e nemmeno ricaricando il file quel numero torna dentro. Non è un passaggio burocratico: se un domani qualcuno contesta, quella è la prova che la richiesta l'avete rispettata.